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日志


12月17日

l'alto costo della vita.

E' strano, ma non mi capita spesso di pensare a lei quando tutto va bene.
a dire il vero non mi capita mai.
non mi capita di parlarle mentre sono baciata dal sole.
invece nei giorni brutti dialogo costantemente con la morte. non mi riferisco al suicidio, visto che non lo considero un gesto sufficentemente scenografico dal punto di vista della teatralità. molti di noi amano il palco, e il suicidio rappresenta senz'ombra di dubbio l'ultima recita. per i veri cultori del teatro, il suicidio non è mai stato granchè apprezzato: il pubblico sta li a guardarti fissandoti la ciccia in bella mostra, e tu non puoi nemmeno accavallare le gambe per assumere una posizione che ti nasconda i difetti. E tutto questo è deprimente.
quindi, io e la morte ci limitiamo a conversare.
Lei dice cose che nessun altro potrebbe verosimilmente pronunciare, spaziando a proposito di farsi un hot dog a considerazioni sul fatto che nulla è impossibile.
una volta mi disse che c'è una parte di lei in tutti noi.[..]
morte ha mi ha insegnato che bisogna esibire con orgoglio le proprie piccole follie. e quando seguo questo consiglio, so ch elei è da qualche parte dentro di me...e' il tipo di ragazza a cui tutte vorrebbero somigliare, io credo, per la sua serenitaà nell'accettare le cose come sono.
continua a ricordarmi che "le cose come sono" vanno soggette al cambiamento ma questo non puo sopraggiungere se prima non si accettano le "cose come sono" . ieri per esempio stavano per rompersi tutte le attrezzature  di registrazione. per poco non perdevamo unmaster, col gruppo che sarebbe partito il giorno dopo e senza la possibilità di lavorare oltre prima di aver risolto questo guaio. ci trovavamo in pieno deserto, fuori dal mondo, e io avrei voluto strisciare all'ombra di un cactus e sparire per sempre. e invece mi sono tinta i capelli, e lei è passata a trovarmi, e così mi sono fatta  una ragione di tutto questo casino. so che casino non è altro che onisac scritto al contrario e mi sento molto meglio a conoscere quest'informazione. Dopo un po' ho iniziato a provar edentro di me un senso di sconfitta, e lei mi ha detto che quando ti concedi di sentirti nel modo in cui ti senti davvero, forse smetterai di avere paura di quella sensazione.

Quando sei in ginocchio, sei piu vicina alla terra.
in un certo senso le cose ti appaiono meno distanti.

non posso fare altro che ripetere a me stessa: non mi trovo in questa palude e non c'è un coccodrillo dietro di me e non c'è ua corda davanti a me, e non c'è una ragazza seduta sul ciglio che mangia hot dog... e se credessi  che tutto questo  fosse vero, non potrei fare altro che morire perchè Morte non verrebbe piu da me  a consolarmi con qualche parola affettuosa.
 Dopotutto,lei ha un fratello che crede nella speranza.

                                                                                                                                                       -Tory Amos per Death-
7月10日

un soffio

lasciarsi andare..farsi accarezzare dalla brezza e sentire solo me stessa.. lasciare volare in alto l'anima..così in alto..da ammirare stupita..mari monti..fiumi e capire che forse non è tutto perduto..che si può trovare la più chiara bellezza nell 'inimmaginabile..e poi ridiscedendere..e vedere lui..così lontano..così vicino..osservarlo come un bambino curioso nei suoi gesti quotidiani..sedersi al suo fianco come un fantasma silenzioso.. accarezzargli il viso..e sentire quell'amara sensazione di malinconia..quella mancanza ..quella lontanaza che mi riporta qui..che mi riporta ad aprire gli occhi e a rendermi conto che non era un sogno..ma neppure realtà che ..con la certezza che seppur per un piccolissimo secondo lui ti ha sentito si è girato a cercarti non vedendoti..con la certezza che per un soffio di vento siete stati vicini..